Corso PTC avanzato
Negli ultimi anni in tutto il mondo è stato compiuto un immenso sforzo per limitare le conseguenze dei traumi e ridurne l’incidenza, attraverso manovre di prevenzione e migliorando l’organizzazione del soccorso sanitario.
Ciò nonostante, il trauma continua ad essere la principale causa di morte e d’invalidità per la popolazione al di sotto dei 45 anni di età.
L’obiettivo di questo corso è fornire strumenti per comprendere il fenomeno trauma ed acquisire/migliorare il livello di competenza dei professionisti coinvolti nella gestione dei traumatizzati nella fase preospedaliera.
Poiché è noto che le azioni terapeutiche che hanno la maggiore influenza sugli esiti sono quelle messe in atto a brevissima distanza dall’evento traumatico, è indispensabile che un adeguato supporto vitale sia garantito già nella fase preospedaliera, soprattutto quando i tempi di trasferimento dal terreno alla struttura ospedaliera sono lunghi. Siccome in molti casi gli esiti sfavorevoli sono dovuti a lesioni potenzialmente trattabili come pneumotorace iperteso, emorragie e ipo/anossia, gli interventi di supporto vitale sul terreno, purchè condotti con competenza e professionalità, sono cruciali per ridurre il danno secondario. In presenza di qualsiasi tipo di trauma, l’obiettivo del soccorso preospedaliero è dunque di far giungere il traumatizzato nel minor tempo possibile all’ospedale più adatto per lui, ma di far sì che ci arrivi vivo e nelle migliori condizioni possibili.
Perché l’intervento sanitario comporti dei vantaggi, il personale che interviene sul terreno deve avere assoluta padronanza di tutte le manovre previste. Si tratta pertanto di definire una strategia generale per il soccorso preospedaliero al traumatizzato, che tenga conto di tutte le premesse considerate finora, sia di carattere clinico che epidemiologico.
Da questa considerazione nasce l’esigenza di sviluppare una metodica di approccio e trattamento del paziente traumatizzato in fase preospedaliera, basata sulle migliori evidenze disponibili e adatta alla realtà nazionale.
Lo scopo del corso Prehospital Trauma Care di Italian Resuscitation Council è affrontare la tematica del soccorso preospedaliero facendo riferimento appunto ad una situazione, quella italiana, che nella maggior parte delle regioni prevede l’intervento sulla scena di personale con competenze disomogenee. La filosofia di intervento proposta si concretizza in linee guida adeguate alla situazione operativa reale, la cui applicazione è modulabile secondo i diversi livelli di competenza degli operatori.
Il percorso didattico è costituito da un corso di tre giornate riservato al personale sanitario (medici e infermieri).
L’impostazione prevede uno schema univoco, indipendente dalla qualifica e dal livello di competenza dei soccorritori. Se il metodo generale di approccio è il medesimo per ogni operatore, i contenuti di tipo clinico-assistenziale relativi alla fase di trattamento si modificano a seconda delle competenze dei soccorritori.
L’applicazione delle tecniche di soccorso avviene pertanto in maniera scalare, tenendo conto del livello professionale e di training specifico dei soccorritori: ogni operatore deve eseguire sul terreno solo le manovre di cui ha reale esperienze e per le quali è stato addestrato.
Per questo le linee-guida PTC prevedono che, qualora l’operatore non sia in grado di eseguire tutte le manovre avanzate che sarebbero scientificamente indicate, possa optare per scelte meno complesse, che possono risultare temporaneamente altrettanto efficaci per limitare il danno secondario, attivando successivamente ogni risorsa disponibile (rapido indirizzamento a un centro ospedaliero o attivazione di rendez-vous con altra équipe di soccorso in grado di eseguire le manovre necessarie) affinché la stabilizzazione definitiva avvenga al più presto e nel modo migliore.
È importante tenere sempre presente che il Corso PTC ha un obiettivo di tipo esclusivamente culturale e pertanto si colloca in un contesto organizzativo “ideale” senza tenere necessariamente conto dei limiti imposti dalle realtà organizzative locali e dalle attribuzioni di competenze legate a rigidi mansionari piuttosto che al risultato di processi di formazione.
In questo senso ha l’aspirazione di fornire a chi opera all’interno di sistemi “in divenire” elementi per poter contribuire a offrire una spinta “dal basso” verso il miglioramento attraverso la cultura e la consapevolezza degli operatori.



